Roma / Ferie ‘forzate’ dei lavoratori: il parere contrario dell’Unsa

Ministra Fabiana Dadone immagine 1
(Sopra la Ministra per la Pubblica Amministrazione,
Fabiana Dadone; in anteprima il logo dell’Unsa)
Ci giunge notizia e voce che in molti settori della Pubblica Amministrazione, Ministero dei beni Culturali incluso, si sia deciso un periodo di ferie ‘forzate’ per alcuni dipendenti ai quali era già stata riconosciuta la capacità e la disponibilità a diventare soggetti attivi dello smart working – a tuonare in maniera decisa è la Segreteria Nazionale della Confsal Unsa Beni Culturali .- Se fosse una regola generale – si legge ancora nella nota – condivisa dalle Organizzazioni sindacali e dalla stessa Pubblica Amministrazione, potremmo anche accettare di partecipare ad un tavolo di confronto serrato e a più voci per stabilire cosa è meglio per il lavoratore, e cosa è meglio invece per la Direzione da cui  quest’ultimo dipende. Detto questo – si evince ancora dal documento – ci permettiamo di aggiungere che nessuno può addebitare alla pandemia da Covid – 19 l’alibi per delle ferie forzate da imporre ad un lavoratore. La pandemia è una ‘tragedia mondiale’ che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha già regolato e risolto con il ricorso allo Smart Working”.
E ancora: “Siamo di fronte ad un evento straordinario e imprevisto e imprevedibile, non si può far carico al lavoratore il peso di ferie non richieste, non volute, non necessarie a nessuno: Neanche alla Pubblica Amministrazione. Detto questo, Signora Ministra Fabiana Dadone, il nostro sindacato propone di evitare uno ‘strappo’ di questo tipo, di prorogare la possibilità di andare in ferie fino alla fine dell’anno solare in corso, o comunque in prossimità dei mesi estivi affinché il periodo di ferie possa essere effettivamente goduto e di concordare nei limiti quanto più possibili, nel rispetto del diritto del lavoratore, con lo stesso, tempi e modi di fruizione delle ferie da smaltire“.
Sappiamo – conclude la segretaria dell’Unsa – che il contratto collettivo consente il rinvio delle ferie non godute dal lavoratore massimo fino al mese di giugno dell’anno successivo, ma siamo certi che la ministra Dadone, in un momento in cui bisogna gestire diverse emergenze, troverà la giusta disponibilità e la giusta comprensione per affrontare questo problema che interessa gran parte dei dipendenti pubblici”.
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