Alvito / Meditando con il calendario dell’Oasi

(In evidenza, il sacerdote-esorcista
dell’Oasi Mariana Betania di Alvito,
don Alberto Mariani)

2 Gennaio 2026 –
Venerdì – prima dell’Epifania
Vangelo del giorno: Gv 1,19-28

Dal Vangelo secondo Giovanni
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Parola del giorno: “Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei”.

I farisei, nella religione ebraica del tempo di Gesù, erano i seguaci di una corrente esegetica che si caratterizzava per la maniera rigida, letterale e formale con la quale interpretavano e attuavano la legge di Mosè. Essi non ne curavano la ratio ma ne davano solo una interpretazione di comodo, finalizzata in alcuni casi a non perdere i propri privilegi anche a discapito dei poveri. Ben presto il termine fariseo assunse il significato di superbo, riferito a chi presume di possedere sapienza e bontà che, invece, non possiede. Dal racconto biblico scopriamo che “gli inviati dai farisei” sono costretti a rivolgersi a Giovanni – l’umile che vive nel deserto una vita austera, dedita alla preghiera, al digiuno e al dialogo con Dio – come a suggerire che quella dell’umiltà è la condizione senza la quale non si può accedere alla conoscenza di Dio, né incontrarlo, né riconoscerlo nel Cristo.

A cura del sacerdote-esorcista
dell’Oasi Mariana Betania di Alvito
Don Alberto Mariani

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