Cassino / Presentata la nuova rivista scientifica Annali di Storia Sociale ed Ecclesiastica

La nuova rivista scientifica Annali di Storia Sociale ed Ecclesiastica, curata dall’Università di Cassino e del Lazio meridionale e dalla Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, è stata presentata nei giorni scorsi nella sede del Campus universitario della Folcara a Cassino. Il prof. Lucio Meglio, che ne è il direttore scientifico, ha presentato l’ iniziativa, che nasce dall’Accordo di collaborazione firmato lo scorso 7 novembre tra Università e Diocesi.

Presenti il Rettore Giovanni Betta, che ha sottolineato il valore culturale e divulgativo della rivista di così alto profilo, il prof. Giovanni Busatto, delegato dell’Università per la Convenzione Uniclam-Diocesi, che ha sottolineato i diversi progetti che si vanno realizzando in base alla Convenzione. Il prof. Meglio ha spiegato che la rivista, ormai divenuta realtà, andrà su piattaforma digitale ed il prof. Antonio Cartelli, presidente del Centro Editoriale d’Ateneo,  ha dato informazioni tecniche sul sito http://cea.unicas.it. Anche per il Vescovo Gerardo Antonazzo, è una pagina importante, che accredita e avvalora l’Accordo Università-Diocesi. I complimenti per la nascita di Annali sono venuti anche dall’on. Marino Fardelli, consigliere regionale, che ha seguito con interesse tutta la mattinata culturale.

Dopo questa prima parte, si è svolta la Lectio magistralis di Mons. Gerardo Antonazzo, Vescovo di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, a conclusione del corso di Sociologia dei processi culturali del prof. Lucio Meglio, sul tema “Comunicare la fede – La Religione al tempo del web 2.0“.

Non è detto che la moltiplicazione dei canali comunicativi significhi facilitazione dei rapporti interpersonali – ha detto il Vescovo – è importante, piuttosto, governare con intelligenza e sapienza i mezzi di comunicazione odierni. Il bisogno di comunicare è fondamentale, strutturale per la persona umana, già prima di nascere“.

Tracciando una panoramica della situazione odierna, Antonazzo ha osservato: “Se nell’era televisiva la comunicazione era solo informazione unidirezionale, oggi, nell’era digitale, non esiste più quel modello statico, ma è condivisione, compartecipazione, riduzione delle distanze. Trasformare la frammentazione in unità è elemento fondativo della comunicazione. E poiché è l’uomo a creare il medium e non viceversa, la Pastorale digitale dipende sì dalle dinamiche e dai linguaggi dei dispositivi, ma mira ad umanizzare la comunicazione, a riorientare la tecnologia al servizio dell’uomo“.

Venendo alla comunicazione nell’esperienza religiosa, il Vescovo ha affermato: “E’ Dio il primo grande Comunicatore, e la sua modalità può diventare paradigma di riferimento per il nostro modo di stare dentro i processi della comunicazione. “In principio Dio disse”: la comunicazione comincia da Dio. Il cristianesimo non è la Religione “del libro” ma “della Parola”, cioè della comunicazione. La comunicazione di Dio è la sua rivelazione, passaggio dal Deus absconditus al Deus revelatus, che si lascia conoscere. Il relatore ha citato il documento conciliare Dei Verbum al n. 2, che parla della rivelazione di Dio, proponendo quasi un modello della comunicazione: Dio, con piacere, svela se stesso agli uomini come ad amici e invita, non obbliga!, ad entrare in dialogo con lui“.

La vera comunicazione, ha sottolineato Antonazzo, è generativa, genera relazioni che si arricchiscono dello scambio di beni intellettuali, morali, spirituali, sociali, culturali. Questo è importante oggi anche per la comunicazione delle fede, che deve essere generativa, significativa. Sentiamo vivo il bisogno di una piattaforma digitale, di attivare le risorse umane per essere inclusivi e più persone possibile possano beneficiare della partecipazione ai valori umani e cristiani.

Per i cristiani, ha proseguito il Vescovo, la “Buona Notizia” è Gesù. Dunque comunicare il Vangelo significa comunicare Gesù; lo spazio digitale, nella logica amicale dell’incontro, può dare la possibilità di incontrare una Persona, non un’idea o un’ideologia. Anche l’incarnazione, Gesù – Parola che si fa carne – è un processo di comunicazione, di rivelazione. Noi, se vogliamo essere testimoni e comunicatori, dobbiamo conoscere sempre meglio le culture e i linguaggi tecnologici in rapida e costante evoluzione e diventare, come dice Papa Francesco, “Pastori digitali”! La chiesa deve essere presente in internet sempre con spirito evangelico, ricordando che “comunicare è rivelarsi”, fare dono di sé, mettere in rete non fili, ma persone, intrecciare relazioni tali da costruire rapporti significativi alla “luce gentile della fede”.

Gli applausi dall’uditorio e qualche intervento – particolarmente incisivo quello del giornalista Alessio Porcu – hanno siglato un momento di grande interesse e attenzione per gli studenti che concludevano così il loro corso e ricevevano l’attestato, in una mattinata universitaria speciale.

Adriana Letta

 

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